Oscillatori

Si chiamano oscillatori perché il più delle volte si rappresentano con una linea che oscilla intorno un valore (solitamente lo 0) o all’interno di un campo delimitato (solitamente 0-100).

In base alla posizione dell’oscillatore si deduce se il titolo oggetto di analisi si trova in posizione di ipercomprato (eccesso di pressione della domanda) o in ipervenduto (eccesso di pressione dell’offerta).

Spesso gli oscillatori si usano anche come campanelli d’allarme.
Questo, quando il titolo ed il corrispettivo oscillatore sono divergenti, cioè vanno in direzioni opposte, oppure quando i massimi o minimi del titolo non sono confermati da quelli del proprio oscillatore.

La sensibilità dell’oscillatore aumenta al diminuire del periodo temporale su cui lo si calcola.
Non conviene diminuire troppo tale periodo perché così facendo aumenteranno i segnali col rischio di avere numerose indicazioni contrapposte provenienti da oscillatori diversi.
Si finisce nel caos e non si riescono più a distinguere i segnali buoni da quelli “falsi”.

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